cbct in ortdonzia

Dai Quadrerni del Sole 24 Ore, maggio 2011

L’avvento dell’era digitale ha apportato da tempo nel campo della medicina numerosi vantaggi sia da un punto di vista diagnostico, sia terapeutico, grazie ad apparecchiature sofisticate che permettono di eseguire esami specifici quali risonanza magnetica, Tac, ecografia ad altissima risoluzione, laser con applicazione in tutti i settori.

Il settore odontoiatrico, affidato quasi esclusivamente al compartimento della Sanità privata, ha assistito a un notevole sviluppo in alcuni campi, tra cui quello implantare, ortodontico e protesico, grazie ad apparecchiature a elevatissimo contenuto tecnologico.

Citiamo, come esempio, la tecnologia Cad/Cam applicata all’odontoiatria, che ha permesso l’introduzione di scanner 3D altamente sofisticati capaci di leggere l’impronta del dente preparato, trasformare l’informazione in formato digitale e comunicarla a un fresatore dedicato che, in maniera automatizzata, “scolpirà” l’elemento protesico in modo assolutamente fedele all’originale. Questo processo si realizza ogni giorno nelle industrie manifatturiere tecnologicamente più avanzate per la produzione di migliaia di esemplari dello stesso prodotto.

Se pensiamo che in odontoiatria la medesima tecnologia è applicata alla produzione di un manufatto unico, ci rendiamo conto che il livello di precisione che attualmente l’odontoiatria vuole offrire al paziente non conosce compromessi.

Se alcuni settori legati alla pratica odontoiatrica si sono arricchiti di un contenuto tecnologico all’avanguardia, altri sembrano meno sensibili a recepire le innovazioni tecnologiche presenti sul mercato. Fra questi vorrei richiamare l’attenzione sulla radiologia del compartimento odontoiatrico, che ha continuato a servirsi di immagini che, se pur migliorate nella risoluzione, restano proiezioni di tipo bidimensionale di strutture tridimensionali, lasciando la diagnostica affidata alla capacità personale del professionista e, molto spesso, alla libera interpretazione del dato radiografico.

In un nuovo panorama odontoiatrico che richiede non solo un elevato livello di specializzazione ma anche di attrezzature dedicate, penso sia consigliabile, in alcuni casi necessario, sostituire le vecchie immagini bidimensionali con quelle tridimensionali. Disporre di una moderna Tc (Tomografia computerizzata) volumetrica nel proprio studio o acquistandola insieme ad altri professionisti e posizionandola presso uno studio radiologico nelle vicinanze, offre sia una serie di vantaggi nell’attività lavorativa dal punto di vista tecnico e diagnostico, sia un beneficio diretto per il paziente.

tomografi a fascio conico (Cbct: Cone beam computed tomography), invece di servirsi di un fascio a ventaglio, ne utilizzano uno a forma di cono per acquisire l’intero volume con una singola rotazione attorno al paziente, con conseguente riduzione dei tempi dell’esame e soprattutto, cosa molto più importante, con una notevole diminuzione della dose di radiazioni assorbite.

In una scansione di 23 secondi l’esposizione totale è limitata a circa 11 secondi, con una dose di radiazioni inferiore di circa 200-300 volte rispetto alla Tac medicale tradizionale e di 10-20 rispetto a una Tac medicale multislice di ultima generazione.

Grazie all’avvento della Cbtc finalmente è possibile avere in studio un apparecchio ad altissima risoluzione, di piccolo ingombro e di facile utilizzo. Tale apparecchio rende certamente obsoleto l’utilizzo delle tecnologie radiografiche quali l’ortopantomografia e la teleradiografia fin ora applicate. L’esame viene svolto da seduto e impiega pochissimi secondi. Comporta, come detto prima, un assorbimento molto ridotto di radiazioni e consente un’interpretazione molto semplice dei dati radiografici. Risulta evidente che tale esame è forse la vera rivoluzione diagnostica nel nostro settore e il suo uso dovrebbe essere di routine: la ricaduta positiva sulla qualità della terapia e l’ottimizzazione del trattamento sia per il paziente sia per il clinico sono elementi che incidono in maniera estremamente favorevole sull’ammortamento del costo dell’apparecchio.

Pensiamo infatti che il professionista che non dispone di una Cbtc richiede comunque ai pazienti di eseguire una Tac che forzosamente dovrà essere eseguita presso centri radiologici o strutture ospedaliere. Queste strutture si trovano spesso distanti, costringendo il paziente a spostamenti e a un allungamento dei tempi: bisogna prendere un appuntamento per la radiografia e aspettarne la risposta che non sempre è contestuale all’esame. A tutto ciò si aggiunge un problema squisitamente tecnico: non essendo tutte le apparecchiature tarate in maniera equivalente, gli esami possono risultare calibrati diversamente rispetto al preciso intento dell’odontoiatra. Il professionista sempre più sovente ricorre a software dedicati all’implantologia che, con precisione e accuratezza, simulano il posizionamento degli impianti basandosi sul dato radiografico, in base al risultato del progetto si costruiscono apparecchiature mirate che permettono il posizionamento degli impianti in maniera precisissima in modo da non eseguire lembi e suture.

Stiamo parlando della Chirurgia guidata, una tecnica che offre molteplici vantaggi per il paziente sia nella fase intra-operatoria sia nella fase post-operatoria riducendo la formazione di edemi, ematomi e dolore. La Chirugia guidata garantisce inoltre, nel caso si sia scelta la tecnica del carico immediato, di avere già disponibile una protesi provvisoria costruita precedentemente all’intervento e di poterla montare subito al temine della seduta operatoria in un tempo che, complessivamente, non supera le due ore. Questa tecnica permette al clinico di ridurre al minimo i rischi legati all’intervento e diminuire le conseguenze post-operatorie per il paziente, ma può essere eseguita in totale sicurezza solo se si rispettano tutti i parametri tecnici e le condizioni imposte dal protocollo. Un’imprecisione può vanificare ogni vantaggio e paradossalmente rendere una tecnica molto sicura un sicuro insuccesso. L’ortodonzia è fra le applicazioni dell’odontoiatria che recentemente hanno suscitato un maggior interesse in fasce diverse di pubblico. Se fino a qualche anno fa era una disciplina esclusivamente dedicata all’età pediatrica, assistiamo ad aumento della richiesta da parte di pazienti in età adulta, che per esigenze sia estetiche sia funzionali si dimostrano sempre più aperti ad accettare un adeguato trattamento ortodontico. Ritengo che l’introduzione più diffusa della tecnologia Cbct in ortodonzia sarebbe di fondamentale importanza per ottenere una diagnostica radiologica ortodontica corretta con un’unica scansione del cranio, quindi con minore assorbimento di radiazioni. I vantaggi sono due: i ragazzi, ancora i principali fruitori di questa tecnica, nonché categoria altamente sensibile agli effetti delle radiazioni ionizzanti, sarebbero sottoposti a un assorbimento di radiazioni poco superiore rispetto a una singola panoramica dentale, ottenendo però da un’unica indagine le due proiezioni necessarie all’ortodonzista per impostare il proprio intervento (Rx telecranio, Rx ortopantomografia).

Il secondo vantaggio principale consiste nel fatto che la Cbct permette la vista cefalometrica di ogni singolo lato senza sovrapposizioni delle strutture, consentendo un’analisi che tiene conto delle naturali asimmetrie del volto o di più evidenti asimmetrie causate da dimorfismi conseguenti a traumi o malformazioni. Che un’immagine più aderente alla realtà permetta una diagnosi di gran lunga più accurata è un principio generale valido per l’ortodonzia, come per tutti i campi dell’odontoiatria.

La rappresentazione tridimensionale delle parti anatomiche negli esami Cbct risulta molto preziosa per evidenziare l’eventuale presenza e quindi l’esatta collocazione di denti inclusi (più frequentemente canini e denti del giudizio) e denti soprannumerari. La conoscenza accurata della loro posizione permette al chirurgo orale di individuare con maggiore facilità la via di accesso, e nel caso degli inclusi, all’ortodontista, di valutare la direzione ideale di trazione per la loro traslazione in arcata. Ne consegue una velocizzazione del tempo di cura nel pieno rispetto delle compagini anatomiche strettamente attigue agli elementi in questione.

Anche nel caso di patologie particolari come l’alterato stato funzionale dell’articolazione temporomandibolare, le mal occlusioni di pertinenza ortodontico-chirurgica e le grandi malformazioni cranio-facciali, le eccezionali caratteristiche qualitative delle immagini e le infinite possibilità di manipolazione e di ricostruzione volumetrica offerte dai software dedicati garantiscono un inequivocabile beneficio diagnostico.

Ultimo, ma non meno importante, è il contributo che la tecnologia Cbct ha apportato alla diagnosi di patologie maggiori come cisti e tumori. La visualizzazione volumetrica permette una più facile individualizzazione di queste alterazioni tissutali e la frequenza con cui queste queste patologie vengono diagnosticate è di gran lunga maggiore negli esami Cbct rispetto agli esami tradizionali.

L’importanza per il paziente di questa constatazione è evidente: capita spesso che, con la Cbct eseguita su indicazioni di natura odontoiatrica, ci si trovi di fronte a situazioni patologiche ben più gravi, la cui evidenziazione risulta di vitale importanza per il soggetto in esame.

Spero che questo mio personale contributo possa essere utile alla diffusione delle conoscenze di base della tecnologia Cbct e di alcune delle sue applicazioni più innovative in odontoiatra da cui sia il paziente sia il professionista possono trarre reali benefici in termini di cura e sicurezza.

 

 

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